




“ Alla dissoluzione del tuo corpo materiale, tu dapprima ti arrenderai al cambiamento e la forma visibile che hai sostenuto non sarà più vista. E il tuo spirito vitale tu arrenderai al demone dell’atmosfera cosicché non lavorerà più in te; ed i sensi corporali ritorneranno alle loro sorgenti, divenendo parti dell’Universo(…)E dunque l’uomo rimonta attraverso le strutture dei cieli. E alla prima zona di cielo (la Luna) egli si spoglia delle facoltà di aumentare e decrescere; alla seconda zona (Mercurio), le macchinazioni della malizia; alla terza zona (Venere), la lussuria da cui gli uomini sono deviati; la quarta zona (Sole), l’arroganza dominante; alla quinta zona (Marte), temerarietà ed empia audacia; alla sesta zona (Giove), malefiche lotte per la ricchezza; alla settima zona (Saturno), la falsità che giace in agguato per malfare; e quindi, essendo stato denudato da tutto ciò che gli è stato addossato dalla struttura dei cieli, egli sale all’ottava sfera essendo ora posseduto dal suo proprio potere.”
Thot (Ermete Trismegisto) , dal “Corpus Ermeticum”, Libellus I
Ma molti ignorano che la stessa data assume significato rilevante per moltissime altre religioni antiche. Si riporta di seguito un elenco di alcuni dei la cui data di nascita coincide con il 25 dicembre:
• il dio Tammuz, unico figlio della dea Ishtar nell’antica
Babilonia;
• il dio Oro nell’antico Egitto;
• il dio Mithra, (noto – inoltre - con l’appellativo di
‘’salvatore’’ nell’antica Persia e nato da una
vergine in una grotta);
• il dio Quetzalcoatl, nell’antico Messico;
• il dio Bacab, che si credeva messo al mondo da una vergine di nome
Chiribias, nello Yucatan;
• il dio Huitzilopochtli, nell’antico regno azteco;
• il dio Freyer, in Scandinavia;
• il dio Bacco nell’antica Grecia;
• il dio Adone, nell’antica Siria;
• il dio Ati, nell’antica Frigia (anch’egli noto come ‘’salvatore’’
e simboleggiato, inoltre, con un agnello).
Come si vede sono analogie che abbracciano tutto il globo, e ci sono coincidenze con la religione cattolica, come l’essere nato da una vergine e definiti ‘’salvatore’’ (Ati e Mithra, quest’ultimo nato anche in una grotta); tra l’altro Mithra ebbe vita terrena di 33 anni e i suoi seguaci celebrano in suo ricordo un pasto seduto nella stessa mensa.
Il 25 dicembre, si trova in prossimità di un evento astronomico di notevole importanza: il Solstizio d’inverno. In tale data le ore di luce raggiungono il minimo per poi riprendere a crescere.
Questo ha un grande significato simbolico, laddove si pensa che il buio è sinonimo di morte e la luce, di vita; inoltre è come se il Sole ritornasse a nascere e sappiamo quanta importanza avesse tale astro nello scandire ritmi di vita fondamentali quali stagioni, giorno e notte, lavori agricoli ecc…..
Il 25 dicembre, in tutto l’Impero Romano e nel resto d’ Europa veniva festeggiato il ‘’ Dies Natalis Solis Invicti’’ (il giorno natale del sole invincibile).
Un’altra data comune a molte religioni del passato corrisponde all’incirca all’Equinozio di primavera: in questo giorno gli dei morivano per poi rinascere dopo tre giorni….
Anche qui si può pensare che i tre giorni simbolizzino i tre mesi centrali
dell’inverno: dicembre, gennaio e febbraio dopo i quali c’è
la ‘’resurrezione’’ della natura con la primavera….
Elementi comuni delle antiche civiltà, erano – indipendentemente
dalle localizzazioni geografiche –
un’accurata ed incredibile conoscenza del cosmo e dei suoi meccanismi,
ed una profonda ricerca
della comprensione dei misteri della vita e della morte.
Vi era inoltre la consuetudine di ripetere sulla terra schemi celesti individuando strutture naturali o realizzandone di artificiali.
Il Cielo era la Patria degli Dei e il luogo di destinazione dei defunti dopo la morte che quindi non era vista come fine definitiva dell’esistenza umana.
La Creazione era vista come intervento di una o più divinità per stabilire ordine nel caos primordiale dando origine ad ogni cosa; si credeva inoltre che un tempo, durante la cosiddetta Età dell’oro, gli dei giunsero in terra per stare con gli uomini e dare loro insegnamenti ( Osiride, Iside, Thot presso gli Egizi, Viracocha e Quetzalcoatl nel continente americano, Enlil, Mardok e gli Annunaki in Mesopotamia presso Sumeri, Assiri e Babilonesi ecc…)
Gli Aymarà del lago Titicaca distinguevano tre mondi chiamati alakh
pacha, il mondo superiore, aca pacha, questo mondo e mancca pacha, cioè
il mondo sotterraneo
Nelle tradizioni andine, il cosmo era diviso in tre regni: hanaq pacha, il mondo superiore; kay pacha, questo mondo; e ukhu pacha, il mondo inferiore.
Riportando in termini astronomici e geodetici vi erano quindi: il mondo superiore
o terra degli dei, costituito da tutta la sezione della sfera celeste a nord
del tropico boreale (tropico del cancro); il mondo inferiore o terra dei morti,
rappresentato dall’intera sezione della sfera celeste a sud del tropico
australe (tropico del capricorno) ed il kay pacha, il mondo intermedio, questo
spazio-tempo, la zona della sfera celeste compresa fra i tropici.
La terra in senso generale significava il piano ideale attraverso l’eclittica,
il piano che attraversa i quattro punti dell’anno, gli equinozi ed i
solstizi; definita anche terra quadrangolare, stabilisce i confini della “terra
celeste” compresa tra i tropici.
Il Sole al solstizio d’estate, raggiunge il punto più elevato, il confine superiore (della terra celeste) mentre al solstizio d’inverno, si colloca al punto più basso, al confine inferiore.
La Via Lattea con i suoi assi stagionali divide lo spazio celeste così
come solstizi ed equinozi dividono lo spazio terrestre; attraversa l’eclittica
in Gemelli e Toro, secondo una diagonale Nordovest-Sudest ed in Scorpione
e Sagittario, seguendo una diagonale Nordest-Sudovest.
I due rami stagionali sono visibili nel cielo notturno nella stagione opposta al loro sorgere eliaco poiché – in tale occasione - il sole, transitandovi, con la sua luce non li rende visibili.
Il Sole solstiziale, in estate nasce a Nord-Est e tramonta a Sud-Ovest, mentre in inverno, nasce a Sud-Est e tramonta a Nord-Ovest.
Gli incroci della Via Lattea con l’eclittica, rappresentano un importante
riferimento astronomico e simbolico.
Questi, infatti, indicavano per i popoli andini, ma non solo per essi, le porte di accesso al regno superiore o terra degli dei ed a quello inferiore o terra dei morti.
Le due “porte” o, come diremmo oggi, i due “stargates” sono collocati a Nord in Gemelli (in prossimità del braccio alzato di Orione) ed a Sud in Sagittario.
Nel solstizio invernale, con l’apertura della porta a Sud, presso il regno dei morti, si credeva che i defunti tornassero sulla terra e con una particolare cerimonia si celebrava l’evento.
Analogamente, la porta a Nord – durante il solstizio
estivo – permetteva l’accesso al regno degli dei.
Anche nell’antichità classica occidentale, secondo Macrobio, le anime che si reincarnano e che avevano lasciato la terra alla “porta” inferiore, in Sagittario, ritornavano in Gemelli, la “porta” in cui si incrociano Zodiaco e Via Lattea; per i Norvegesi, i loro morti dovevano attraversare un grande corso d’acqua passando da una porta detta Helgrind, lasciata aperta occasionalmente , solo quando i defunti tornavano a visitare la terra.
Per inciso, il giorno della Crocifissione di Gesù, che sembra essere avvenuta nel 29 d.C., nel giorno della Pasqua ebraica, fissata il primo plenilunio dopo l’Equinozio di Primavera (e quindi il 15 Aprile di quell’anno), il Sole si trovava sotto la stella Delta –Ariete, come a simboleggiare l’agnello sacrificale; inoltre il giorno dell’Ascensione al cielo, 42 giorni dopo, il 28 Maggio del 29 d.C., il Sole si trovava esattamente sopra la mano di Orione, “alla porta superiore”, simbolo dell’accesso al Paradiso.
A causa del fenomeno della Precessione, ogni data, come abbiamo
già visto, procede a ritroso lungo lo Zodiaco, così gli Equinozi
ed i Solstizi.
Oggi, il Sole al solstizio d’inverno si pone esattamente tra il Sagittario
e lo Scorpione e sopra la mano di Orione al Solstizio d’estate. In pratica
la posizione delle Porte Stellari corrisponde oggi alla posizione del Sole
ai Solstizi. Questa è la prima volta che accade dal 10.880 a.C. circa,
quando i portali erano rovesciati ed in posizioni opposte, con il portale
di Orione al sud e quello dello Scorpione a nord . Quest’ultima data,
il 10.800 a.C. circa, corrisponde alla fine dell’ultima era glaciale
e della leggendaria distruzione di Atlantide……
Due costellazioni particolari, due “croci celesti” assumono un significato sacro: una è situata presso la porta a Nord, la “Cruz Calvario” (che ha come stella maggiormente visibile Epsilon Scorpione); l’altra, la “Croce del Sud” nell’emisfero meridionale un po’ più avanti di Alfa e Beta Centauri (gli occhi del lama) indica la confluenza di due rami della Via Lattea (cosiddette “sorgenti”) .
Secondo gli Algonchini, i Creek e gli Irochesi, la Via Lattea era la strada che conduceva alla dimora dei defunti ed era chiamata sentiero delle anime; gli indiani Fox , dell’ America Settentrionale, l’hanno soprannominata Wapisipow, il fiume di stelle laggiù nel cielo, sulle cui rive dimorano i manitù, le persone che una volta vivevano sulla terra: per gli Egizi era il Duat, la Patria Celeste, la destinazione finale delle anime.
Oggi i Quechua andini credono che gli spiriti dei morti debbano viaggiare su una strada che porta ad un fiume tumultuoso; lo spirito di un cane nero sarà di aiuto per raggiungere un villaggio dove vivono gli antenati, ad una certa distanza dalle sponde.
Cane nero…costellazioni del Cane Maggiore, del Cane Minore, Sirio (definita il cane di Orione), la dea Iside, la maschera del dio egizio Anubi, Argo (il cane di Ulisse), Cerbero che, definito da Omero “il cane”, ostacolava il passaggio dello Stige………quanti riferimenti in cielo, nei miti e nelle loro simbologie per questo nostro caro amico animale che, pare essere insieme al rospo, l’unico - oltre all’uomo - a possedere un’anima….
Capitolo IV
CULTI CELESTI