Capitolo I
La Terra percorre la sua orbita in senso antiorario - da ovest verso est - ed ogni 24 ore compie anche una completa rotazione intorno al proprio asse (anch'essa in senso antiorario).
E' questa la conclusione verso la quale ci spingono le osservazioni circa il posizionamento di templi, monumenti, tombe e città perfettamente coincidenti con corrispondenti corpi celesti di riferimento in certe date prestabilite. Ma non solamente in queste forme di arte e di architettura è possibile riscontrare tali riferimenti; infatti anche in molti miti, racconti leggendari, storie tramandate oralmente e/o in forma scritta, traspare una conoscenza astronomica precisa ed in particolare la consapevolezza del fenomeno del moto precessionale e della misura del suo ciclo.
Il prof. Santillana e la dott.ssa Hertha von Dechend nel loro famoso trattato ''Hamlet's Mill'' (Il Mulino di Amleto) sostengono fermamente questa tesi. Essi affermano che a partire almeno dal 6.000 a.C. nel mondo esisteva un complesso di conoscenze astronomiche scientifiche e che tale dottrina utilizzava apposite convenzioni mitologiche: gli dei sono pianeti, gli animali sono costellazioni (zodiaco significa “quadrante di animali”) ed i riferimenti topografici sono metafore per l’ubicazione, in genere del Sole, nella sfera celeste; gli antichi sembravano inoltre usare un ''codice numerico precessionale'' presente in molti miti e nell'architettura sacra di tutto il mondo.
Gli astronomi moderni hanno calcolato che un grado del movimento precessionale si compie in 71,6 anni. I miti essendo storie basate su simbologie umane, animali ecc. difficilmente avrebbero potuto adottare come riferimento un tale numero decimale, ma potevano servirsi dello stesso numero arrotondato all'intero più vicino.
Il numero ''dominante'' del codice precessionale risulta essere infatti il 72. Si possono poi ottenere tutta una serie di altri numeri collegati: si può ad esempio dividere per due ed ottenere il 36, sommargli quest'ultimo per originare il 108, moltiplicare questi numeri per 10, 100, 1.000 e formare 360, 3.600, 36.000 oppure 720, 7.200 ecc.; il 108 (un grado e mezzo del ciclo precessionale) può essere diviso per 2 e dare 54 (con i suoi multipli 540, 5.400 ecc.). Molto importante era anche il numero 2.160 (numero di anni necessario al Sole per attraversare completamente un segno zodiacale nel movimento precessionale); diviso per 10 forma il 216, moltiplicato per 2 dà 4.320 e quest'ultimo moltiplicato ancora per 10, 100, 1.000 origina 43.200, 432.000, 4.320.000 ecc.
I numeri del codice precessionale affiorano in continuazione, nel mondo antico, sotto molteplici forme.
In un mito nordico che descrive l'Apocalisse, si può calcolare che i guerrieri che escono dal Walhalla per combattere contro il ''Lupo'' sono 432.000; lo storico babilonese Berosso (3° secolo a.C.) attribuì ai mitici sovrani di Sumer un regno totale di 432.000 anni; lo stesso Berosso fissò la durata del periodo compreso fra la Creazione e la Distruzione Universale, in 2.160.000 anni; nell'altare del fuoco indiano, nell'Agnicayana, ci sono 10.800 mattoni; nel più antico dei testi vedici, il noto Rig-Veda, ogni strofa è composta da quaranta sillabe per un totale di 432.000 .
Ricordiamo inoltre che la Grande Piramide costituisce una rappresentazione dell'emisfero terrestre in scala 1:43.200 e che il numero 216 si trova rappresentato nelle misure della Camera del Re.
Nel calendario Maya del Lungo Computo figurano le seguenti formule: 1 Katun = 7.200 giorni; 1 Tun = 360 giorni; 2 Tun = 720 giorni; 5 Baktun = 720.000 giorni; 5 Katun = 36.000 giorni; 6 Katun = 43.200 giorni; 6 Tun = 2.160 giorni; 15 Katun = 2.160.000 giorni.
Nella cabala ebraica ci sono 72 angeli attraverso i quali i Sephiroth ( i poteri divini) possono essere avvicinati o invocati; la tradizione rosacrociana parla di cicli di 108 anni in relazione ai quali la confraternita segreta fa sentire la propria influenza.
In India i testi sacri chiamati Purana parlano di quattro età della terra chiamate Yuga che insieme formano 12.000 ''anni divini''; le rispettive durate di queste epoche sono: Krita Yuga = 4.800 anni; Treta Yuga = 3.600 anni, Davpara Yuga = 2.400 anni; Kali Yuga = 1.200 anni; inoltre come nel mito di Osiride ( che vedremo in particolare), il numero dei giorni che compongono l'anno è fissato in 360, un anno dei mortali corrisponde ad un giorno degli dei e un anno degli dei equivale a 360 anni dei mortali. Se ne deduce che il Kali Yuga, consistente in 1.200 anni degli dei, ha una durata di 432.000 anni mortali, un Mahayuga o Grande Anno (formato da dodicimila anni divini contenuti nei quattro Yuga minori) equivale a 4.320.000 anni dei mortali; mille di questi Mahayuga (che formano un Kalpa o giorno di Brahma) equivale a 4.320.000.000 anni dei mortali.
La mitologia egiziana narra della dea Nut (il cielo), moglie del dio del Sole: Ra, che era amata dal dio Geb (la Terra). Quando Ra scoprì la tresca, maledisse la moglie e proclamò che non avrebbe dato alla luce un figlio in nessun mese dell'anno. Allora il dio Thor, anch'egli innamorato di Nut, giocò a tavola reale con la Luna e le vinse cinque giorni interi che aggiunse ai 360 che all'epoca formavano l'anno. Nel primo di questi cinque giorni fu generato Osiride. Si legge inoltre che l'anno era costituito da 12 mesi (12 è il numero dei segni dello zodiaco) di 30 giorni (30 è il numero dei gradi assegnati lungo l'eclittica a ciascun segno zodiacale).
Nel mito di Osiride si narra che durante uno dei suoi viaggi compiuti nel mondo per diffondere i benefici della civiltà alle altre regioni della Terra, 72 uomini della sua corte, capeggiati da Seth, cospirarono contro di lui. Al suo ritorno lo invitarono ad un banchetto dove misero in palio un forziere di legno e d'oro per colui che fosse riuscito ad entrarvi con l'intero corpo. Quel forziere era stato costruito proprio perle misure di Osiride, che vi entrò perfettamente.I cospiratori chiusero il forziere, inchiodarono il coperchio e gettarono il tutto nel Nilo. Il forziere non affondò, navigò sul Nilo (ricordate la storia di Mosè abbandonato sulle acque dello stesso fiume?) e fu recuperato da Iside, moglie di Osiride. Seth , tuttavia, ritrovò il forziere nascosto nel frattempo da Iside e tagliò il corpo del re in quattordici pezzi che sparse tutt'intorno. Ancora una volta Iside intervenne, recuperò i pezzi e grazie alle sue potenti arti magiche, riunì le parti del corpo del marito che, in condizioni perfette generò Horus (che poi vendicherà il padre uccidendo lo zio Seth), per poi subire un processo di rinascita astrale che lo portò a diventare il dio dei morti e dell'oltretomba.
Ad Angkor Thom, il muro del Bayon è sormontato da 54 torri, ognuna con quattro figure scolpite per un totale di 216 raffigurazioni; il cortile principale è circondato da un muro che presenta cinque porte di accesso ognuna delle quali attraversate da altrettanti ponti costeggiati da una doppia fila di imponenti figure scolpite: 54 deva e 54 asura (totale 108 immagini per ponte e complessivamente 540 raffigurazioni). Il prof. Santillana e la dott.ssa Hertha von Dechend affermano che tutta Angkor Thom costituisce ''un colossale modello del ciclo precessionale''.